4 commenti su “Il premio migliore

  • Maria Elena dice:

    La mia posizione è un po’ diversa, ma la finalità è la stessa: apprezzo molto il vostro lavoro. Non sono più un’adolescente, appartengo alla categoria dei trentenni che, per citare Zerocalcare, non esiste più (e comunque pure io non è che c’ho proprio trent’anni). Era un po’ che pensavo di scrivervi, esattamente dallo scorso 30 aprile, data del primo post su questo blog e ad un mese dall’inizio del mio master in marketing e comunicazione.
    Lo faccio oggi, dopo la lettera del ragazzo con le basette e dopo l’intervista pubblicata su Vulcano Statale. Lo faccio perché quando studi marketing sui libri e sui “casi noti” c’è sempre un momento in cui ti chiedi che senso abbiano tutte quelle parole, e soprattutto pensi che siano tutti bravi a creare valore se ti chiami Apple o Coca Cola. Poi avete aperto questo blog e mi avete aperto pure gli occhi: fino a qualche anno fa non ero una grande appassionata di fumetti, ho scoperto Zerocalcare e oggi comprerei anche le istruzioni per montare un armadio di Ikea, se fossero disegnate da lui (e comunque non ho detto che saprei montarlo).
    La cura, l’attenzione, la chiarezza, la passione che trasmettete mi ha spinto in questi anni sempre più spesso a leggere i vostri volumi e più di una volta mi è successo di dare fiducia ad un autore solo grazie alla copertina e alla presenza di Cliff in basso al centro (fiducia mai tradita).
    Ora, Zerocalcare ha senza dubbio molti meriti ed è grazie a lui se mi sono avvicinata a questo mondo, ma la pila di fumetti sul mio comodino è soprattuto merito del vostro lavoro.
    Affronto ogni nuovo argomento di studio del mio master con una semplice domanda: “come lo fa la Bao?” e il più delle volte trovo una risposta che riesce a farmi capire anche argomenti complessi.
    Per questo, grazie.
    Mi piacerebbe poter fare uno stage da voi, e se non riuscirò a lavorare con voi, spero un giorno di poter lavorare come voi.

    Vabbè, l’ho fatta un po’ troppo poetica, non me lo posso permettere.
    Facciamo che spero di lavorare, un giorno.

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