Mar 29

16 commenti su “Evitando le buche più dure

  • Ho letto con piacere i consigli. La mia unica domanda, da aspirante autrice, e’: esistono casi in cui una casa editrice includa un anticipo sulle vendite per autori emergenti?

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    • Michele Foschini dice:

      Luisa, noi per esempio diamo SEMPRE un anticipo anche agli esordienti. Per come la vedo io non è la fama dell’autore a dover determinare se l’anticipo c’è o meno. La ragione per cui è importante è proprio che rappresenta il grado di impegno che l’editore mette sul piatto quando l’autore deve iniziare a lavorare sul libro. Certo, spesso succede di sentirsi dire: hai un libro già pronto? Be’, allora ti propongo un anticipo molto basso (o nessun anticipo), tanto il lavoro lo hai già fatto. Non è la cosa più bella del mondo da dire, ma è un ragionamento che ha un suo senso. (Anche per questo noi non accettiamo quasi mai libri che arrivano già pronti: vogliamo impegnarci e vogliamo lavorarci INSIEME agli autori).

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    • Michele Foschini dice:

      Be’, lì è più facile capire se ti stanno fregando e direi che ciascuno può negoziare per sé. Non sarebbe di pubblica utilità e non è che poi aumenterebbero per aver detto che sono bassi. 🙂

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  • E sui doveri reciproci di evidenza: pubblicità al libro, presenza nelle fiere, comunicati stampa, copie da inviare per recensione, cosa dici? Secondo te andrebbero contrattualizzati?

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    • Michele Foschini dice:

      Le premesse di contratto implicano sempre che l’editore si impegni al massimo per assicurare successo al libro. E’ suo interesse. Non lo reputo necessario, sinceramente, perché non è fondante per il rapporto autore-editore, ma possono essere inclusi, certo.

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    • Michele Foschini dice:

      Se fosse così la frase, avresti ragione tu.
      Se, da un canto, sarebbe giusto che ti fidassi, io comprenderei se tu non lo facessi.
      (Spero che ora sia chiaro.)

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  • Chiara Pegoraro dice:

    Io vorrei solo ringraziarti.
    Sono un’autrice che lavora in un ambito completamente diverso dal tuo (scolastica), ma tutto quello che scrivi è estremamente interessante anche per me, oltre ad essere vero. Il contratto è davvero la prova dell’impegno reciproco, ed è importantissima la relazione che da lì nasce e che si basa sulla fiducia.
    E poi mi hai fatto venire un moto d’affetto per il mio editore perché tutti i ‘paletti’ che l’editore serio deve rispettare sono ampiamente rispettati. Lo sapevo già ma fa sempre piacere avere delle conferme.
    Grazie ancora e continuate così!
    Un abbraccio
    Chiara

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    • Michele Foschini dice:

      Grazie, davvero, per queste parole. Fiducia e comunicazione sono essenziali, nel nostro lavoro. Vanno meritate, così come le parole gentili. Continueremo a farlo!

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  • Francesco De Caro Carella dice:

    Volevo rispondere anche io al commento qui sopra, riportando – come se servisse – prova certa circa la correttezza dell’espressione da lei usata. Ma poi ho letto la sua risposta sagace e divertente, e ovviamente non ho trovato altro da aggiungere (meno che mai a distanza di quattro mesi eheh).

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  • Francesco De Caro Carella dice:

    Sono capitato in questo articolo per caso. Ricontrollavo lo stato di un ordine fatto giorni fa e nella home del sito ho visto questo articolo. L’ho letto e l’ho apprezzato tanto. Chiaro, semplice, cristallino, utile. Scritto da chi lavora non solo nel proprio interesse ma anche nell’interesse di chi ha di fronte. Non sono autore ma grafico editoriale (o almeno, aspiro ad esserlo). Tuttavia considero tutti quelli che lavorano in questo settore “colleghi” e mi interesso sempre alle loro situazioni. Attualmente impagino per una casa editrice palermitana e aspiro a collaborare con i grandi nomi dell’editoria italiana. Amo lo studio che vi è dietro l’arte dell’impaginazione, che si tratti di un’edizione illustrata o non. E cerco di riporre questo amore anche nel lavoro che svolgo, con dedizione e meticolosità. Ecco, in questo articolo ho trovato questa stessa passione e anche più. La casa editrice per cui lavoro non fa né libri illustrati né graphic novel, ma spero un domani di poter coniugare nel mio lavoro l’amore per l’impaginazione e la passione per il genere fumettistico. E dunque grazie, per l’utilità di quanto ha riportato e per il tempo dedicato a moderare questo mio lungo commento eheh

    Ps. Poi come al mio solito, non mi sono mica limitato alla lettura dell’articolo. Na na. Ho cercato Michele Foschini sul web, scordo il profilo linkedin, letto qualche intervista e ho scoperto così – e mi scuso per l’ignoranza pur avendo tanti dei vostri albi – che trattasi del co-fondatore e direttore editoriale di Bao Pubblishing. Alla gratitudine aggiungo dunque l’onore. Un grande plauso a lei e Caterina Marietti (appena scoperta anche lei dalla suddetta ricerca eheh) per l’incredibile lavoro svolto in appena 10 anni di attività. Ad maiora.

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